Società

Cinque cose assurde che facciamo nella vita di tutti i giorni

giugno 9, 2018 — by Alosh0

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Cinque cose assurde che facciamo nella vita di tutti i giorni

giugno 9, 2018 — by Alosh0

La società, lo sappiamo tutti, ha delle regole molto precise. Sono regole che condizionano i nostri comportamenti, le nostre attitudini e, in ultima analisi, la nostra vita.

Spesso seguiamo queste regole senza esserne davvero consapevoli, tanto che spesso ci si ritrova a fare qualcosa senza una ragione apparente.

Nel video seguente ad esempio, è possibile osservare come attraverso un esperimento sociale articolato, sia stato possibile condizionare il comportamento della vittima.

La cosa divertente è che spesso tali regole sono assolutamente stupide. Semplicemente sono state trasmesse di generazione in generazione (o di persona in persona) dimenticandone le ragioni originarie.

Fermarsi di tanto in tanto per mettere a fuoco alcuni di questi “comportamenti sociali” e la loro intrinseca “frivolezza” può aiutarci a vivere con maggiore serenità e consapevolezza la vita di tutti i giorni.

Le sigarette

Il fatto che la gente fumi e paghi per farlo è probabilmente il più grande capolavoro della storia del marketing. Normalmente infatti se ci offrissero di respirare un centinaio di prodotti chimici in grado di compromettere il nostro sistema respiratorio in cambio di denaro, difficilmente accetteremmo.

Tuttavia, se la respirazione di tali sostanze non dovesse avere un effetto immediato e se poi questo comportamento dovesse essere socialmente associato ad una personalità di successo, il nostro giudizio cambierebbe.

Questo è quello che probabilmente è avvenuto con le sigarette, in particolare attraverso il cinema dove i protagonisti di numerosi film hanno associato la propria personalità al fumo.

fonte: web

In questo modo, gli effetti nocivi delle sigarette vengono mentalmente sotterrate in una parte del cervello che smette di esserne davvero consapevole, lasciando immaginare che qualcosa di brutto potrebbe accadere a chiunque, ma non a sé stessi.

La cravatta

La cravatta è un pezzo di stoffa più o meno colorata, che per qualche ragione viene arrotolata al collo di professionisti e manager, mentre si incontrano in importanti meeting in cui si discute del futuro di aziende e paesi.

fonte: web

Ora, io non so chi decida le regole dell’eleganza e giuro, non ho nulla in contrario a mettere (il meno possibile delle volte) una cravatta.

Ma ragazzi: si tratta davvero di una roba senza alcun senso!

Se ci si pensa, la cravatta non è meno stravagante di una corona di piume che avremmo indossato oggi qualora le sorti dell’umanità avessero premiato i Maya o gli Aztechi anziché gli europei.

Esattamente come nel caso dell’esperimento sociale suddetto, abbiamo iniziato a indossare la cravatta, poi ce ne siamo dimenticati la ragione.

In alcuni casi però, devo ammettere che abbiamo la capacità di dare delle spiegazioni ex-post ai nostri comportamenti più inspiegabili.

Ad esempio, parlandone con un mio amico, ho potuto conoscere il motivo del suo amore nei confronti delle cravatta. A suo dire, la cravatta sarebbe:

…una freccia che indica la posizione del mio pene a chiunque dovesse capitarmi di fronte.

Un approccio originale non c’è che dire. Anche perché se così fosse almeno si spiegherebbero le disquisizioni circa lunghezza, larghezza, fantasia e (soprattutto) il modo di annodare la propria cravatta.

I cani

Una persona cara, oggi scomparsa, mi disse che

…la gente ama i cani perché offrono una relazione “facile”. La relazione tra uomini invece, richiede molto più impegno poiché sono animali complessi.

Niente di più vero, a mio avviso. La cura maniacale con cui alcune persone si dedicano ai propri cani è talvolta eccessiva e quello che in un primo momento potrebbe sembrare ridicolo, sfocia facilmente nel penoso.

In particolare chi parla con i cani, anziché confrontarsi con un proprio simile o peggio, chi spende soldi per comprare loro il miglior cibo in commercio o ancora, chi gode nel farsi slinguazzare
il viso da un’animale che passa il resto della giornata a leccare qualsiasi cosa, a partire dai propri o altrui genitali.

fonte: web

Per carità, viva la libertà. Non mi sognerei mai di impedire a qualcuno di fare quello che gli pare con un cane. Tuttavia, ritengo che forse il mondo sarebbe un posto migliore se le persone preferissero gli esseri umani ai cani e se allo stesso tempo amassero anche altre specie viventi.

Non è un caso che migliaia di specie si siano estinte negli ultimi 50 anni, mentre nello stesso periodo sono sorte centinaia di nuove razze di cani.

La borsetta Louis Vuitton

In questo rapido elenco di assurdità umane, non può non essere citata la (non del tutto) inimitabile borsetta di Louis Vuitton.

Ora, tralasciamo il fatto che a vedersi non sembra particolarmente bella: una borsa color “cacca” tappezzata di lettere L e V non mi sembra davvero il non plus ultra del design. Ma si sa, i gusti sono gusti. I motivi per cui questa famosa borsetta rientra in questo articolo sono altri.

In primo luogo, il costo. Davvero così tante persone non trovano un modo migliore di spendere quei soldi? Insomma un viaggio, un master, un’esperienza sensata che possa ripagare adeguatamente le ore spese in ufficio a lavorare. I soldi hanno un valore, rappresentano il tempo impiegato a guadagnarli. Spenderli per una borsetta è davvero un comportamento ridicolo.

Louis Vuitton

Ma non finisce qui. La vera chicca è un’altra: in qualche modo, la mano invisibile della società ha convinto numerose persone non solo ad acquistare una di queste borsette, ma anche a portarle in un modo evidentemente scomodo.

Ragazza con Louis Vuitton
fonte: web

Normalmente a chi verrebbe in mente di portare un peso con il braccio teso in un perenne “gesto dell’ombrello”? La conclusione? si tratta di una borsetta brutta, costosa e (anche) scomoda da portare.

Gli esseri umani

Il capolavoro però è altrove. Riguarda il comportamento che ognuno di noi assume nei confronti degli altri. In tutte le circostanze, dalla famiglia alla scuola, dal gruppo di amici al lavoro.

Amici che non possono vedere altri amici, colleghi che non rivolgono la parola ad altri colleghi senza alcuna ragione specifica. Siamo tutti vittime delle nostre relazioni, delle nostre fobie sociali e della nostra apatia.

Un esempio macroscopico riguarda le relazioni tra i popoli. Basti pensare ai confini nazionali, che null’altro sono se non delle linee immaginarie. Eppure queste linee immaginarie sono sufficienti a impedire ad alcuni popoli di essere liberi quanto gli altri. Un trattamento disumano e senza senso che non non vorremmo mai riservare a nessuno, men che meno ai nostri amici cani.

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